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“Fondazione Campanella” e “Sorical”, due vicende regionali che fanno parte della stessa medaglia, rispetto alle quali da sempre abbiamo riposto la dovuta attenzione, perché si tratta di due settori rilevanti per la nostra vita, acqua e salute, sui quali si è abbattuta la furia iconoclasta della privatizzazione avvenuta sempre e comunque con risorse pubbliche. Denaro pubblico sperperato, com’è il caso della “Fondazione Campanella”. Denaro pubblico servito per consentire la realizzazione di profitti a società private, senza che le stesse abbiano investito di proprio nemmeno un centesimo di euro, com’è il caso della Sorical. Un strana pratica dell’idea del “libero mercato”, in quanto il privato non rischia nulla, perché a metterci i soldini è il pubblico, che naturalmente, come sempre capita, se va male si rivale sui cittadini, dai quali si preleverà quanto è necessario. Come è accaduto in questa crisi finanziaria ed economica mondiale, si sono privatizzati i profitti e si sono socializzate le perdite. In queste due vicende c’è la conferma di quanto noi affermiamo: la piena continuità delle politiche dell’attuale Giunta regionale di centro sinistra, con quelle della precedente giunta regionale di centro destra. FONDAZIONE CAMPANELLA La Guardia di Finanza ha accertato e segnalato alla procura regionale della Corte dei Conti un danno erariale per 90 milioni di euro, perchè ha usufruito nel corso degli anni, in quanto soggetto di diritto privato, di finanziamenti pubblici, nonostante non fosse mai stato autorizzato, né tantomeno accreditato. Inoltre, perché le sue prestazioni sono risultate inappropriate, in quanto le risorse finanziarie utilizzate per la cura dei tumori (per questo è nata la Fondazione) sono state meno della metà della sua attività. Mentre la vera e propria ricerca scientifica in campo oncologico, che avrebbe dovuto essere l’unico scopo dell’ente, “è risultata, per qualità e misura, trascurabile, aleatoria e minimale rispetto al complesso delle prestazioni fornite dalla Fondazione”. “Report”, la trasmissione televisiva di Raitre, si è incaricata con “i topini”, di far conoscere ad un vasto pubblico, quello che sapevamo già e che insieme alla CGIL abbiamo denunciato pubblicamente. Voglio ancora una volta ricordare l’interrogazione del 1° agosto 2006 dell’On.le Falomi del PRC che chiedeva di sapere: - “se il Ministro della Salute non intenda intervenire tramite una commissione ispettiva per verificare se tale situazioni non presenti aspetti scorretti sul piano legislativo ed economico, - se ancora non sembri al Ministro che si tratti di una vicenda paradossale: a) al servizio sanitario nazionale competono le funzioni di ricerca e cura, b) il servizio sanitario nazionale istituisce strutture di ricerca e cura. Pertanto sono incomprensibili le ragioni per cui si debbano costituire strutture private con denaro pubblico per svolgere compiti pubblici”. Inutile ricordare che non c’è stata mai risposta. L'istituzione di questo pasticciaccio, molto clientelare, che e' la ''Fondazione Campanella'', mai accreditata dal Servizio Sanitario Regionale, come abbiamo evidenziato in occasione del “mancato rinnovo” dell’accreditamento, risale al 2004, giunta regionale di centro destra. Nel 2005 si insedia la giunta regionale di centro sinistra. Tutto prosegue come prima e più di prima. La domanda che poniamo è: quando verranno accertate le responsabilità di certa classe politica? Una istituzione privata, abbiamo sempre affermato, finanziata esclusivamente da denaro pubblico. Servita semplicemente per sottrarre posti letto, personale e risorse finanziarie all'Azienda ''Mater Domini'', in funzione del riconoscimento di istituto di ricerca, sapendo che non sarebbe mai stata riconosciuta I.R.C.S.S. perché priva dei requisiti quantitativi e, soprattutto, qualitativi. Il tutto, come ha scritto qualcuno, somigliante ad un contenitore vuoto, poco utile alla salute dei calabresi''. Continuiamo a sostenere che la soluzione è solamente quella di non destinare più un centesimo di finanziamento pubblico, salvaguardando i lavoratori che legittimamente sono occupati presso di essa. Le risorse finanziarie pubbliche devono finanziare il Servizio Sanitario pubblico. In particolare per l’Oncologia potenziando una rete regionale pubblica di eccellenza. SORICAL La So.Ri.Cal. S.p.A. - Società Risorse Idriche Calabresi - nasce, come previsto dalla Legge Galli, per riorganizzare la gestione delle Risorse idriche calabresi. E' una società a capitale misto, pubblico/privato, per la gestione dell'approvvigionamento e la fornitura all'ingrosso dell'acqua ad uso potabile sul territorio della Regione Calabria. So.Ri.Cal ha il mandato di gestire, per un periodo di 30 anni, il complesso infrastrutturale delle "Opere idropotabili Regionali" ed il connesso servizio di fornitura all'ingrosso ai Comuni e ad alcuni altri Enti. Con l'entrata a regime dell'organizzazione del Servizio Idrico Integrato nei 5 ATO calabresi, i clienti di SORICAL saranno le Società di gestione del servizio idrico degli ATO. Cosa c’entra con il mandato affidato alla Sorical, la riscossione che la Giunta regionale ha assegnato in agosto con la deliberazione n. 559? La Regione Calabria ha affidato a SoRiCal anche l'attuazione di un articolato piano di investimenti, finalizzato all'integrazione e completamento e all'efficientamento del complesso delle infrastrutture idriche, per garantirne la gestione unitaria. La regione stessa è autorizzata a concedere, in via di anticipazione, a So.Ri.Cal. S.p.A. contributi quindicennali costanti, fino all'importo di euro 1.500.000,00 per l'anno 2008, di euro 1.000.000,00 per l'anno 2009 e di euro 1.000.000,00 per l'anno 2010. L’accordo tra Depfa e Sorical, che consente l’accensione di una linea di credito di 140 milioni di euro per rimborsare l’indebitamento esistente e per finanziare nuove opere per un importo pari a 340 milioni di euro, in che rapporto sta con quanto già assegnato dalla regione Calabria e soprattutto quali rischi corrono le casse della regione, azionista di maggioranza, e le tasche dei cittadini? Siamo fortemente preoccupati perché non ci risulta che esiste un sistema di controlli sulla So.Ri.Cal. S.p.A, che deve attuare la regione Calabria. Tant’è che ad oggi non è dato sapere quanti sono gli investimenti realizzati dalla multinazionale. E’ arrivata l’ora di fare chiarezza sulla gestione della So.Ri.Cal. S.p.A. Lo pretendono i cittadini calabresi che rifiutano fortemente di arricchire le multinazionali., in quanto siamo a conoscenza che la tariffa doveva rimanere bloccata fino all’1.1.2006, ma guarda caso gli aumenti iniziano a partire dal 2002, fino ad arrivare ad un aumento del 9,73% nel 2006 e del 16,20% alla fine del 2007. La legge finanziaria 2008, aveva stabilito la “prioritaria dei territori provinciali quali ambiti ottimali ai fini dell’attribuzione delle funzioni in materia di rifiuti alle province e delle funzioni in materia di servizio idrico integrato di norma alla provincia corrispondente”. La Giunta regionale aveva proposto con delibera n. 94 del 31 gennaio 2008 il riordino degli Ato. Forse il riordino non è andato in porto perché, oltre allo sfascio prodotto da chi ha diretto gli ambiti, bisognava depotenziarli ulteriormente per consentire alla Sorical di sostituirsi ad essi? Il movimento per l’acqua pubblica con la legge finanziaria del 2008 aveva ottenuto una importante vittoria: la titolarità delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata ad enti pubblici. E’ necessario riprendere la mobilitazione per rivendicare il ritorno al carattere interamente pubblico della gestione dell’intero ciclo dell’acqua. |