Domenica 14 dicembre 2008 è stata aperta ufficialmente la nuova sede del Circolo "Raffaele Pane" in viale Stazione n°5 - Casenove
 
Emendamento presentato dal PRC al Consiglio Regionale sull'accorpamento e smembramento dell'I.C. di Decollatura PDF Stampa E-mail

Il Capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista al Consiglio Regionale, On. Antonino De Gaetano, ha presentato un emendamento (protocollo n° 477 dell’11/3/2009) alla proposta di provvedimento amministrativo n° 335/8 della Provincia di Catanzaro, riguardante il piano di dimensionamento scolastico che sarà discusso nella prossima seduta del  Consiglio Regionale.  Ci risulta che un altro emendamento, piuttosto generico e che non entra nella sostanza dei fatti, è stato presentato dal Consigliere Regionale Talarico, il quale, oltre tutto, fa parte del Consiglio Provinciale e il provvedimento amministrativo prima citato dovrebbe conoscerlo bene, o non era presente quando il Consiglio Provinciale l’ha votato?

L’emendamento presentato dal PRC invece entra nello specifico della  situazione alquanto singolare in cui si verrebbe a trovare l’Istituto Comprensivo di Decollatura che, secondo il piano di dimensionamento scolastico della Provincia e secondo quanto stabilito dalla Commissione Cultura della Regione Calabria in data 3/3/2009, verrebbe letteralmente smembrato tra le sedi di Carlopoli e di Serrastretta. La singolarità consiste nel fatto che gli istituti di Carlopoli e di Serrastretta  distano all’incirca 20 Km da Decollatura mentre a soli 5 Km  di distanza  si trova la sede dell’Istituto Comprensivo di Soveria Mannelli. L’emendamento chiede proprio questo: la scuola di Decollatura potrebbe benissimo mantenere la sua autonomia, basterebbe abbassare la soglia minima di alunni frequentanti necessari appunto perché ciò avvenga, come è stato già fatto in Piemonte (da 300 a 250 alunni); ma nel caso in cui ciò non dovesse accadere, si potrebbe benissimo accorpare l’Istituto Comprensivo di Decollatura con quello di Soveria Mannelli e annullare l’incomprensibile e scellerata proposta formulata dalla Provincia di Catanzaro e dalla Commissione Cultura della Regione Calabria.

 
Un mare di merda PDF Stampa E-mail
Siamo alle solite, quando le cose vanno bene ci si appropria dei meriti, che non si possiedono, quando si sa con matematica certezza che le cose andranno male, solo ed esclusivamente per responsabilità propria, si inizia la classica azione diversiva, per attribuire ad altri le proprie incapacità ad amministrare.

E’ il caso della gestione fallimentare della depurazione nella provincia di Catanzaro che dimostra la totale incapacità ad amministrare. La responsabilità, oramai consolidata per lunghi anni, è da attribuire al Presidente della Provincia, sia all’attuale che al suo predecessore, che è contemporaneamente il Presidente, è meglio ricordarlo sempre, dell’Ato2. Lo si rileva anche dalla minaccia di chiedere il Commissariamento o dalla restituzione dei depuratori ai comuni.

La domanda nasce spontanea, ma alla Bit di Milano, oltre ad avere portato le foto della cementificazione selvaggia delle nostre coste (quanto ci è costato il depliant?Forse 200.000,00 € quanto la Befana?), che è  cosa diversa dalle bellezze naturali della nostra provincia, avete avvisato i turisti che questa estate, per vostra responsabilità, avremo un mare di merda?

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Il dittatore burlone PDF Stampa E-mail

Il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha già dato prova di avere un concetto alquanto sprezzante dello Stato democratico e dei principi costituzionali che lo reggono. Non per niente ha dicihiarato che la nostra Costituzione, che ci invidiano in tutto il mondo, è di "ispirazione sovietica" e che se il Presidente della Repubblica non approverà le sue decisioni ricorrerà al popolo. Il nostro premier percepisce la legge, in particolare quella costituzionale, come una gabbia che gli impedisce di fare quello che vuole. Come sarebbe bello se un giorno potesse comandare a suo piacimento! E non è detto che non avverrà, vista l'aria che tira! Quale aria? Quella che si respira in Italia in questi ultimi tempi. Facciamo un esempio. Pochi giorni fà, durante un intervento pubblico, il Berlusca ha avuto il coraggio di ironizzare sui desaparecidos argentini, di fare una battuta squaliida sui "ragazzotti" che venivano lanciati dagli aerei. Per la cronaca, quei ragazzotti erano cittadini argentini che non avevano fatto nulla di male, se non manifestare il loro dissenso al regime dei dittatori argentini, e che dopo mesi di detenzione e torture venivano fatti sparire in un modo molto sbrigativo: venivano sedati, legati e lanciati nel Rio de la Plata; oppure gli squarciavano la pancia e li buttavano dagli aerei nell'Oceano Pacifico in pasto ai pescecani. Molti di questi desaparecisos erano minorenni, come quelli arrestati e torturati nel settembre del 1976, tutti liceali che avevano avuto la colpa di protestare perchè volevano lo sconto sui libri di scuola. Molte erano ragazze in stato di gravidanza che venivano fatte partorire e i figli poi venivano dati alle famiglie dei poliziotti che le avevano torturate e uccise.

Su tutto questo il nostro caudillo ha avuto il coraggio di scherzare, il pubblico che ha assistito allo spettacolo ha avuto il coraggio di ridere e di applaudire e nessuna televisione italiana ha avuto il coraggio di trasmettere l'evento e di dire qualcosa in proposito. Siamo o non siamo una Repubblica delle banane?

Clicca qui per prendere visione dell'intervento di Berlusconi sui desaparecidos

Per chi voglia comprendere bene cosa successe in quegli anni in Argentina, consigliamo la visione dei film "La notte delle matite spazzate" di Hector Olivera  e "Garage Olimpo" di Marco Bechis e la lettura del libro di Italo Moretti "I figli di Plaza de Mayo".

 

 
NO AL PONTE PDF Stampa E-mail

Questa volta è toccato al ministro delle infrastrutture Altero Matteoli annunciare che il progetto del ponte sullo Stretto potrebbe partire entro quest’anno. Evidentemente l’unica risposta che la destra vuole e può dare alla crisi economica è quella della propaganda, del rilancio dell’economia attraverso il saccheggio del territorio e la cementificazione selvaggia e senza criterio.

Basta non se ne può più!

Il ministro Matteoli prima di parlare dovrebbe informarsi. Proprio nei giorni scorsi, infatti, nella zona di S. Trada è franato il terreno nel luogo dove dovrebbe sorgere una delle torri di sostegno della megaopera. Per quanto ci riguarda continueremo a ribadire che riteniamo questa opera inutile e dannosa, non per partito preso, ma perché riteniamo che per i territori meridionali siano altre le scelte da compiere: prima tra tutte la conservazione e la messa in sicurezza del nostro suolo. Oramai quasi tutti gli studi relativi all’impatto ambientale, al territorio, al sistema dei trasporti del ponte confermano che esso è inutile all’economia, alla trasportistica, nonche’ gravemente dannoso per l’ambiente, per il paesaggio e per il sistema urbanistico di quel territorio. Noi continuiamo a ritenere il Ponte sullo Stretto una cattedrale che genera deserto. Simbolo di un modello economico e sociale che è il contrario della valorizzazione delle risorse locali, della costruzione di un ambiente sociale capace di realizzare benessere autocentrato, qualificato e duraturo. Il Ponte rimane uno strumento, appunto, di distruzione e di arricchimento per le mafie. Rifiutiamo, quindi, nettamente la semplificazione fatta dalla destra nei confronti dei movimenti che si oppongono alla costruzione del ponte e anzi rilanciamo la nostra opposizione. Costruiremo mobilitazione, azioni di controinformazione e di lotta e, se necessario, inviteremo la popolazione ad organizzarsi per il blocco dei cantieri.

 Pino Commodari, Danilo Barreca e Omar Minniti

Componenti del Comitato Politico Nazionale

 
Contro lo sbarramento PDF Stampa E-mail

Si alzano una mattina e decidono di cambiare le regole: per loro la democrazia funziona così. Di chi parliamo? Di Veltrusconi, ovviamente. Quando c'è da badare al voto, quando c'è da fregare l'elettore non c'è niente da fare, si mettono d'accordo in pochi secondi, non c'è opposizione che tenga: sbarramento, e non se ne parli più! Abbiamo deciso così! Ma noi siamo di parte, noi, si potrebbe dire, difendiamo i nostri interessi. Allora facciamo parlare chi non è di Rifondazione Comunista, anzi chi non è proprio comunista, ma ha capito il gioco sporco che si fa sulla pelle degli elettori e soprattutto  ha capito la miopia politica del PD. Di seguito riportiamo l'articolo scritto da Edmondo Berselli su "L'espresso".

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