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No alle primarie imposte per legge |
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La legge regionale “Norme per lo svolgimento di elezioni primarie per la selezione di candidati alla elezione di presidente della giunta regionale”, approvata nell’ultima seduta del Consiglio regionale, voluta fortemente dal duo Loiero-Bova, che impone per legge le elezioni primarie per la scelta dei candidati alla Presidenza della Giunta regionale, è un attentato alla democrazia ed uno stravolgimento della Costituzione della Repubblica Italiana. La Costituzione Italiana all’art. Art. 49 prevede che “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Con la scelta operata dalla maggioranza di centro sinistra in Consiglio regionale, si sancisce la fine dei partiti in quanto libere associazioni di cittadini, che potevano liberamente scegliere di svolgere le primarie. Si annulla questa libera scelta perché si impone per legge, a tutti, il metodo della selezione dei gruppi dirigenti. Si realizza in Calabria una democrazia autoritaria, presidenzialista e populista, che ammantata da una falsa ed inesistente partecipazione, annulla la democrazia dal basso e concentra il potere nelle mani di pochi feudatari, proprietari dei simboli e signori delle tessere. Questa è la logica conclusione di un processo avviato da anni in Calabria. Il bipolarismo imposto per legge. Quel bipolarismo che fa vincere Berlusconi in Italia. Loiero e Bova, sono riusciti in Calabria a realizzare ciò che non è riuscito al Cavaliere in Italia: il presidenzialismo. Forse, pensano, che in questo modo consolidano il loro potere per l’eternità. Falsa illusione, come la storia dimostra e come il futuro non si attarderà a dimostrare. Hanno sancito che chi vince le primarie è il capo e lo sarà per cinque anni. Tutti dovranno accettare le sue scelte. L'intera faccenda è una truffa ed un'americanata. Bisogna rifiutare le primarie, e bene farebbero tutti i comunisti e in generale tutti i cittadini di sinistra a rifiutarsi di passare sotto queste vere e proprie forche caudine. Il problema non è tanto impedire che sia imbavagliata Rifondazione e in generale la sinistra, il problema è impedire che siano messi a tacere i bisogni dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati, dei disoccupati che di certo non stanno molto a cuore ai poteri forti di questa regione ed al duo Loiero-Bova che guida il PD in Calabria. La sinistra deve prendere una strada ben diversa, a partire proprio da quei concretissimi bisogni, e Rifondazione per prima deve dare il buon esempio. Costruiamo la sinistra di alternativa in Calabria, autonoma ed indipendente dal PD. Rompiamo con questa maggioranza. Se non ora quando? Pino Commodari |
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Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Roma, 24 settembre 2009
Illustrissimo Signor Presidente,
non sono tra coloro che si rivolgono in ogni occasione al Presidente della Repubblica perché intervenga a sanare le illegittimità del Governo o gli orrori imposti al Parlamento dalla sua maggioranza. Conosco e rispetto ruoli, garanzie, funzioni, autonomie dei differenti poteri dello Stato. Conosco e rispetto le valutazioni che fondano l’istituto della promulgazione. A tal fine mi permetto di chiederLe di valutare appieno l’incostituzionalità del procedimento del così detto “Scudo Fiscale”che, a mio avviso, ne impedisce la promulgazione.
Ci troviamo di fronte, infatti, ad una vera e propria amnistia; un maxicondono nei confronti dell’esportazione di capitali all’estero, degli evasori, dei bancarottieri.
Vi è, tra l’altro, un aspetto molto rilevante di diritto penale, in un settore molto aspro e delicato quale quello dei reati economici e fiscali. Se ci troviamo, allora, di fronte ad una vera e propria amnistia, contesto il fatto, molto evidente, che non siano state adottate procedure di discussione, approvazione, maggioranza qualificata previste per legge.
Poiché si tratta di una reale amnistia il procedimento avrebbe avuto bisogno di una maggioranza qualificata. In secondo luogo non è per nulla chiaro il rapporto esistente nei provvedimenti tra effetti tributari e condono fiscale, con dubbia legittimità costituzionale.
Viene in terzo luogo, travolto, ovviamente, l’impianto della Costituzione sul tema della progressività dell’imposizione fiscale e, quindi, del rapporto tra cittadinanza e stato di diritto.
La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i miei migliori saluti. Paolo Ferrero |
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Sul piano di dimensionamento scolastico |
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I Presidenti di alcune Regioni Italiane si sono pronunciati sulla sentenza della Corte Costituzionale pubblicata il 2 luglio 2009 relativa al piano di dimensionamento scolastico. Quanto dobbiamo aspettare per una dichiarazione del Presidente Loiero? Mentre aspettiamo, riportiamo le affermazioni dei Presidenti della Regione Piemonte e della Regione Toscana. ''Avevamo ragione, i provvedimenti del governo non sono applicabili - dichiarano la presidente della Regione Mercedes Bresso e l'assessore all'Istruzione Gianna Pentenero - chiederemo quindi con forza al Governo, a fronte della sentenza, di sospendere gli annunciati tagli di organico, che per la nostra Regione ammontano a circa 2500 insegnanti e oltre 900 unita' per il personale ausiliario, e di mantenere per il prossimo anno scolastico l'attuale dotazione di organico, rinviando cosi le riduzioni previste ad un ragionamento serio con le Regioni che permetta loro di considerare le specificita' e caratteristiche di ogni singola realta' e di approvare, entro la fine di quest'anno, un piano di dimensionamento e della rete dei servizi scolastici rispondente alle esigenze del territorio''. ''Grazie a questa sentenza si evita il rischio, paventato anche dalla Toscana, di ridurre le Regioni a mere esecutrici di decisioni prese a livello nazionale. Si tratta di un importante risultato politico contro una impostazione che vede nella scuola solo un costo da tagliare e non una leva per lo sviluppo, un bene da preservare e sul quale investire. Noi siamo da sempre in controtendenza con questa impostazione - conclude - ed e' per questo che abbiamo visto nella difesa di questa competenza, ignorata sistematicamente dal ministro Gelmini, la migliore garanzia contro un inaccettabile impoverimento dell'offerta formativa e della rete scolastica e una limitazione, nei fatti, del diritto allo studio dei cittadini toscani''. |
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